Mi chiamo Davide. In questi 24 anni sono rimasto colpito dalla luce, da casa, dalla nebbia, da Rovigo, dall’acqua, dal cibo, da tante canzoni, dalla morte, dalla scuola, dall’amore, da delle immagini, dal calcio, dai caffè, da qualche viaggio, da alcune bevande, dalla fotografia, dall’università, dalla filosofia, da Bologna, da certe frasi che ho sottolineato, da certi spazi e da varie persone. In breve: da molti incontri.