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Michele Zacchini
I miei genitori mi hanno raccontato la storia di come sono nato almeno mille volte: un parto velocissimo, quasi improvvisato per la strada da quanta fretta avessi di venire al mondo. Ventitré anni dopo sono ancora lo stesso bimbo con gli occhi spalancati su una realtà tutta da scoprire, nei suoi dettagli e nelle sue bellezze celate. Finito il liceo classico mi sono buttato in una triennale di Lettere nella mia amata Bologna, ma ora ho capito che studiare non fa tanto per me: la fonte d’energia delle mie giornate e ciò che mi ha spinto da sempre a seguire un certo percorso di formazione, alla fine è solo e unicamente la passione per la scrittura creativa e liberatoria. Mi ritengo fortunato ad essere un ragazzo della mia generazione che ancora si perde dietro a un tramonto e non dietro allo schermo di un telefonino: anche se quest’indole contemplativa spesso è causa di disattenzione e soprappensiero, almeno posso dire di aver vissuto una “vita da sogno”.

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