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Innovatori Culturali, arriva il corso di Alta Formazione per la nuova professione del futuro

«Abbiamo grande necessità di riflettere sul valore sociale della cultura, consapevoli che ci troviamo in un momento in cui società e cultura si sovrappongono. L’innovatore culturale è la declinazione di una serie di competenze verso tutti quegli spazi nell’ambito delle forme artistiche che determinano il senso dello stare in società: arte partecipativa, funzione sociale del cinema, rigenerazione urbana attraverso forme culturali».

Roberta Paltrinieri, docente dell’Università di Bologna e direttrice del Corso di Alta Formazione Innovatori culturali: processi, pratiche, metodi, non ha dubbi. Quella dell’innovatore culturale è una professione emergente, nata a seguito del dibattito aperto dall’Unione Europea sulle professioni della cultura e sulla funzione e valore sociale della cultura.

Per questo venerdì 29 aprile 2022 prenderà il via la prima edizione del Corso di Alta Formazione per le nuove professioni della cultura Innovatori culturali: processi, pratiche, metodi, promosso dall’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna, del Comune di Bologna e di Fondazione Unipolis.

Scade il 2 marzo il bando di ammissione al corso, aperto a 30 neolaureati o professionisti laureati in ambito sociale, artistico e umanistico, che intende proprio formare innovatori culturali che operino all’interno di imprese culturali, enti pubblici e associazioni, e che siano in grado di unire metodi e tecniche della partecipazione, della co-progettazione e dell’ingaggio delle proprie audience e dei propri stakeholder alle conoscenze disciplinari del proprio settore di riferimento.

Tra gli obiettivi, quello di attivare processi di crescita sostenibile dei territori a partire dalle arti performative, mediali e visuali, intese come dispositivi culturali creatori di benessere economico e sociale, nei campi della programmazione culturale, della rigenerazione urbana, del welfare culturale.

«Agli operatori della cultura sempre più viene chiesto un impegno nel mondo del sociale, l’utilizzo di metodi e tecniche propri della partecipazione e della facilitazione, a loro viene chiesto di essere disponibili a lavorare secondo i paradigmi della collaborazione – spiega Paltrinieri. – Ho cercato quindi di far incontrare chi proviene dal sociale con chi proviene da una formazione umanistica, guardando alle sperimentazioni europee, dove non sono formazioni separate ma complementari. Lo scopo è quello di condividere un percorso formativo, dando spazio sia al mondo dell’Accademia che a tutti coloro che praticano questo tipo di esperienza».

Il corso, articolato in 80 ore di lezioni frontali, esercitazioni e analisi di casi, avrà una durata complessiva di otto mesi, dal 29 aprile al 26 novembre 2022. «L’idea è quella di una formazione ibrida e non più verticale su uno specifico topic – continua Paltrinieri – Lavorare su reali approcci agli eventi e agli oggetti culturali in un ottica di tipo interdisciplinare, favorendo tutto ciò che muove la possibilità di un incontro tra le scienze sociali e le scienze umanistiche. Per questo, porto la mia esperienza di sociologa all’interno del Dams».

Le lezioni, a cadenza settimanale, si terranno a Bologna presso gli spazi del Dipartimento delle Arti (via Barberia 4, Piazzetta Giorgio Morandi 2, DAMSLab – Piazzetta Pierpaolo Pasolini 5B), e saranno condotte da un corpo docente costituito da accademici dell’Università di Bologna e da esperti del settore, tra cui Roberta Paltrinieri – Direttrice del corso –, Anna Rosellini, Guglielmo Pescatore, Rossella Mazzaglia, Anna Scalfaro, Marco Solaroli, Alberta Giorgi, Roberto Pinto, Giulia Allegrini, Giorgia Bonaga, Lucio Argano, Giorgia Boldrini, Francesco De Biase e Daniele Del Pozzo.

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