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Che suono fanno i portici di Bologna? Un raccolta audio collettiva lo racconta

Photographer Laura Bessega

Che suono fanno i portici di Bologna? Ve lo siete mai chiesto?

Per rispondere a questa domanda nasce Il suono dei porticiuna raccolta audio collettiva che racconta proprio le loro architetture.

Le tracce sono state registrate durante due passeggiate sonore insieme ai partecipanti al workshop di Musica di Paesaggio curato dal sound designer Giuseppe Cordaro, con l’aiuto di Riccardo Caspani, sound-designer e musicista elettronico. È uno dei tre percorsi di Suoni di Passaggio, il progetto di Arci Bologna con la direzione artistica di Corrado Nuccini a cui stiamo collaborando anche noi di About Bologna insieme a Checkpoint Charly, Elenfant Film e Sghetto Club.

Abbiamo accompagnato un gruppo di ragazzi e ragazze che ha esplorato in lungo e in largo i portici cittadini munito di registratori cercando di captare i suoni offerti dalla città. «Il campionamento urbano è un’esperienza di ecologia sonora – ci racconta Corrado Nuccini – In questo senso i portici sono delle grosse casse di risonanza e l’esperienza di isolare il suono prodotto dalle attività umane è molto forte e offre un punto di vista veramente sorprendente».

Dal portico dei Servi, al Pratello, dal Meloncello al Treno della Barca. Le registrazioni che sentite sono state fatte con diversi microfoni tra cui il microfono binaurale fisso, sempre rivolto dalla parte della strada per evidenziare il passaggio del portico cercando di cogliere con la prospettiva binaurale il concetto architettonico di pieno e vuoto, flusso pedonale e umano e le infinite possibilità del vuoto acustico.

«I portici hanno la caratteristica di essere dei collettori di suono e quindi di amplificare i suoni circostanti – racconta Giuseppe Cordaro, curatore del workshop – caratteristica che mette in luce quel che sentono le persone che tutti i giorni frequentano i portici».

Giuseppe ha una lunga esperienza nella raccolta di suoni che va dalle registrazioni fatte sul vulcano Etna al progetto Audioscan che ha campionato le vie di Milano, fino alla raccolta di suoni delle acciaierie di Rubiera. La sua esperienza è stata fondamentale per guidare i ragazzi all’interno del vasto e complesso mondo della fonosfera dei Portici: «I partecipanti hanno trovato un proprio modo personale di affrontare la tematica del racconto del portico attraverso la propria sensibilità nel vivere l’ambiente dei portici di Bologna: questo è stato prezioso durante la creazione dei loro “riassunti” sonori».

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